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 Al via la vendemmia 2025 in Sicilia: le previsioni parlano di un’annata di qualità

Il 2025 segna per la Sicilia un ritorno alla normalità nei tempi di raccolta, un recupero produttivo rispetto al 2024 e un approccio sempre più consapevole alle sfide del cambiamento climatico. Le previsioni per la vendemmia – la più lunga d’Italia, con una durata media di circa cento giorni – restano prudenti, ma trovano conferma nelle prime osservazioni tecniche e nei raccolti già avviati.

Determinante l’andamento stagionale: un inverno piovoso e una primavera mite hanno favorito una crescita vegetativa più equilibrata e una maturazione regolare delle uve, riportando il calendario della raccolta sui tempi consueti. Le vigne si presentano in buone condizioni fitosanitarie, con una minore incidenza di criticità rispetto al passato, anche se alcune aree hanno dovuto affrontare problemi legati all’umidità.

Sul fronte produttivo, le stime indicano un miglioramento rispetto al 2024, mentre sul piano qualitativo si intravedono le premesse per un’annata di ottimo livello.
«Ritorna il rito della vendemmia che impegna i nostri produttori – commenta Mariangela Cambria, presidente di Assovini Sicilia –. La nostra isola dimostra resilienza e capacità di affrontare le difficoltà climatiche, con l’obiettivo di tutelare e garantire la qualità del raccolto».

Sicilia Occidentale

Nella Sicilia Occidentale la vendemmia 2025 si apre con aspettative positive, caratterizzata da un ritorno ai tempi di raccolta tradizionali e da condizioni climatiche equilibrate. Le uve si presentano sane e di qualità.
«Il clima mite e le abbondanti piogge, in particolare quelle del 15 maggio, hanno favorito uno sviluppo vegeto-produttivo eccellente – spiega Filippo Buttafuoco, agronomo di Cantine Settesoli –. I vigneti mostrano un ottimo stato fitosanitario, frutto anche della cura costante dei viticoltori. Per la quantità, ci aspettiamo valori in linea con la media, mantenendo comunque cautela nelle stime».

Sicilia Sud-Orientale

In questa zona la vendemmia 2025 rappresenta un riscatto dopo gli anni difficili segnati da siccità e anticipi di raccolta. Grazie a un inverno piovoso e a una primavera mite, le vigne hanno ritrovato equilibrio e vigoria.
«Le stime sono incoraggianti: ci aspettiamo un aumento del 20% nella produzione rispetto al 2024» – sottolinea Marco Parisi, enologo di Feudi del Pisciotto.
Il Frappato si conferma protagonista della regione, resistente ai cambiamenti climatici e in ottima salute. «La sua adattabilità lo consacra come vitigno del futuro per la Sicilia. Se il trend proseguirà, questa annata potrebbe risultare la migliore degli ultimi quattro anni, con un’incidenza minima di fitopatie e criticità sotto controllo», aggiunge Parisi.

Isole Eolie

Nelle Eolie la raccolta inizia con circa una settimana di anticipo, spinta sia da condizioni climatiche che da nuove tendenze di mercato, orientate verso vini più freschi e minerali.
L’inverno mite e la primavera umida hanno favorito un germogliamento precoce e limitato la peronospora, ma hanno aumentato i casi di oidio, gestiti con trattamenti mirati.
«La mancanza di acqua ha inciso sulla produzione, con un calo stimato del 15% dovuto a grappoli più piccoli – spiega Pietro Colosi, enologo dell’azienda Colosi –. Pantelleria non dispone di irrigazione e le piogge estive saranno decisive per recuperare. Sul piano qualitativo, però, le prospettive restano ottime. La vera incognita oggi è il mercato, con una domanda più debole che rischia di rallentare le vendite, nonostante l’eccellenza del prodotto».

Pantelleria

Sull’isola, le condizioni climatiche hanno favorito un ciclo regolare e un’ottima maturazione dello Zibibbo. L’inizio della raccolta è previsto a fine settimana nelle contrade più precoci, con le prime uve destinate all’appassimento per il Ben Ryé.
«Dopo ferragosto entreremo nel vivo della vendemmia, che si concluderà entro metà settembre – racconta Antonio Rallo, amministratore delegato e winemaker di Donnafugata –. La quantità attesa è inferiore alla media, ma in recupero rispetto al 2024. La qualità, invece, appare molto promettente».

Etna

Anche sull’Etna le prospettive sono positive. La vendemmia inizierà a metà o fine settembre, con terreni arricchiti dalle piogge invernali e piante che hanno accumulato le ore di freddo necessarie.
«Lo stato sanitario è attualmente perfetto – spiega Maria Carella, enologa di Tenute Nicosia –. Ci aspettiamo una raccolta regolare, di grande qualità e con un incremento stimato del 10% rispetto agli anni precedenti, grazie all’abbondanza idrica che ha favorito un ciclo vegetativo equilibrato».