Ville, appartamenti, magazzini tolti ai clan che rischiano di restare chiusi e di andare in rovina per mancanza di fondi. La Regione Siciliana prova a rimetterli in funzione con un avviso pubblico da 5 milioni di euro destinato ai Comuni e ai Consorzi per la legalità e lo sviluppo che hanno ricevuto in assegnazione beni confiscati alla criminalità organizzata.
L’avviso è dell’assessorato regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro, guidato da Nuccia Albano, ed è stato presentato alla fine di settembre. Le risorse sono regionali.
Cosa si può finanziare
Ogni progetto può ottenere al massimo 300 mila euro. Sono ammessi i lavori di adeguamento, rifunzionalizzazione e ristrutturazione degli immobili, e anche l’acquisto delle attrezzature e degli arredi necessari a renderli davvero utilizzabili.
Il vincolo riguarda la destinazione finale: una volta riqualificati, i beni devono ospitare servizi sociali e socio-assistenziali per la comunità. È il passaggio che trasforma un sequestro giudiziario in un servizio concreto per il territorio.
Chi ha la precedenza
Nella valutazione pesano due criteri. Il primo è il contesto: hanno priorità i progetti in aree con maggiore disagio sociale. Il secondo è la dimensione del Comune: chi ha fino a 100 mila abitanti riceve un punteggio aggiuntivo. Una scelta che favorisce i centri più piccoli, dove spesso mancano le risorse tecniche ed economiche per recuperare un immobile confiscato.
Nel presentare l’avviso, l’assessora Albano ha insistito sull’idea che i beni sottratti alle mafie debbano tornare alla collettività come luoghi di opportunità, servizi e inclusione, e ha ricordato il lavoro di Giovanni Falcone sulle indagini patrimoniali, da cui è partita la stagione delle confische. Secondo quanto riferito dalla stessa assessora, è in preparazione un secondo avviso da 30 milioni di euro con le stesse finalità.
Scadenze e modalità
- Chi può partecipare: Comuni e Consorzi per la legalità e lo sviluppo assegnatari di beni confiscati in Sicilia
- Contributo massimo: 300 mila euro per intervento
- Scadenza: ore 12 del 45° giorno dalla pubblicazione dell’avviso nella Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana
- Invio: esclusivamente via PEC al Dipartimento regionale della Famiglia e delle Politiche sociali, secondo le indicazioni dell’avviso
Un sostegno anche ai Consorzi
L’avviso arriva a pochi giorni da un altro provvedimento sullo stesso tema. A metà settembre l’assessorato regionale delle Autonomie locali, guidato da Elisa Ingala, ha pubblicato un avviso da 150 mila euro per coprire le spese di funzionamento dei Consorzi di Comuni che si occupano esclusivamente della gestione e valorizzazione dei beni confiscati, fino al 90% dei costi documentati nei bilanci di previsione 2026. Anche in quel caso le domande vanno inviate via PEC entro 30 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta.
Due strumenti diversi, uno per le strutture e uno per chi le gestisce, con lo stesso obiettivo: evitare che un bene confiscato resti un cancello chiuso.