Coltivare il futuro tra identità, memoria e speranza
Coltivare il futuro per riconoscere i segni dell’identità e i semi della speranza. È nel solco di questa visione che Casa Grazia, azienda vinicola e olivicola di Gela, rinnova il proprio impegno socio-culturale sul territorio, affiancando le istituzioni in occasione dell’inaugurazione, il 24 febbraio, del Museo dei Relitti Greci – Bosco Littorio, autentico gioiello dell’archeologia navale mediterranea.
Radicata nel versante sud-orientale assolato della Sicilia, Casa Grazia porta avanti da anni un modello d’impresa che coniuga sostenibilità ambientale, responsabilità sociale e valorizzazione culturale, interpretando il ruolo dell’azienda agricola come soggetto attivo nella costruzione di comunità e identità.
Questo percorso si inserisce in una continuità di iniziative promosse dalla famiglia Brunetti, oggi alla terza generazione con Emilio, Miryam e la nuora Martina, capaci di intrecciare memoria e contemporaneità. Tra queste, il progetto “Un Mare di Storie”, che unisce archeologia, vino, cibo e narrazione per riscoprire, insieme a istituzioni, studiosi e studenti, le radici greche di Gela e il suo legame millenario con il mare. E ancora, la prima edizione del Premio Vigàta, tenutasi lo scorso 12 settembre, nata nell’anno del centenario della nascita di Andrea Camilleri in collaborazione con il Comitato Nazionale per le Celebrazioni, a richiamare il primo riconoscimento assegnato allo scrittore dall’Accademia Eschilea nel 1982, proprio a Gela.
Il Museo dei Relitti Greci, nuova chiave per il turismo culturale
La famiglia Brunetti è ora pronta ad accompagnare le istituzioni in una nuova, significativa sfida: l’apertura del Museo dei Relitti Greci – Bosco Littorio, presentato in anteprima mondiale alla BIT Milano appena conclusa, alla presenza dell’Assessore regionale ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana Francesco Scarpinato, della Soprintendente ai Beni Culturali di Caltanissetta Daniela Vullo, del Sindaco di Gela Terenziano Di Stefano e dell’Assessore comunale al Turismo Romina Morselli.
Il Museo rappresenta una svolta strategica nell’offerta turistico-culturale di Gela, destinata a diventare polo di riferimento per la Sicilia e per l’Italia. All’anteprima milanese erano presenti anche Miryam Brunetti e Martina Casciana Brunetti, rispettivamente brand ambassador e sommelier e hospitality manager di Casa Grazia, che hanno celebrato l’annuncio con le bollicine del pét-nat rosé Euphorya, da uve Frappato coltivate nel terroir del Lago Biviere, il più grande lago salato costiero della Sicilia.
«È un sogno che si realizza – afferma Maria Grazia Di Francesco Brunetti, CEO di Casa Grazia e Donna del Vino Sicilia – e che mi rende doppiamente felice, come cittadina e come imprenditrice. La nostra famiglia ha stretto con questo territorio, lontano dai circuiti turistici più noti, un vero patto intergenerazionale. Produciamo vini e oli che traggono linfa da questo unicum, ma al tempo stesso scommettiamo su un modello d’impresa sostenibile anche nell’impatto sociale che genera, capace di costruire legami solidi con la comunità e promuovere iniziative che valorizzino arte e cultura».
Una rivoluzione di bellezza e identità
Il Museo dei Relitti Greci racconta la storia millenaria dei relitti rinvenuti nei fondali di Bulala, tra cui una straordinaria nave arcaica di oltre 2.000 anni fa e reperti rari come i lingotti di oricalco. Parte di questi materiali – paramezzale e madieri – era già stata esposta tra il 2022 e il 2023 nella mostra “Ulisse in Sicilia”, che aveva registrato oltre 45.000 visitatori in tre mesi.
«La storia della nostra comunità sta per riemergere – dichiara il Sindaco Terenziano Di Stefano –. Il nostro obiettivo è stato sin dall’inizio ri-bellarsi, tornare al bello. Dopo anni di silenzio, il 24 febbraio non sarà il Sindaco, ma Gela intera, insieme alle sue forze sane, a battezzare l’inizio di una vera rivoluzione di bellezza e cultura».
Con il Museo dei Relitti Greci, Gela riscopre e restituisce al presente la propria identità plurale. E Casa Grazia, ancora una volta, si conferma impresa culturale, capace di trasformare vino, olio e territorio in strumenti di sviluppo, appartenenza e speranza.
