Nel cuore di Ortigia, all’interno di Palazzo Salomone, il ristorante Cortile Spirito Santo – una stella Michelin – rinnova la propria proposta con tre nuovi menu degustazione firmati dallo chef Giuseppe Torrisi.
Non è un semplice aggiornamento di carta. È un lavoro di sintesi: meno costruzione, più essenza. La cucina di Torrisi si concentra su ciò che definisce davvero il territorio siciliano – mare, orto, memoria – senza forzature estetiche o eccessi tecnici.
I tre percorsi sono pensati come narrazioni autonome. “Evoluzione” è quello più personale: sei portate che ripercorrono il lavoro dello chef negli ultimi anni. Qui emergono piatti che partono da riferimenti popolari – come la cipollata – e vengono spinti in una dimensione fine dining senza perdere identità. È un menu che parla di maturità, più che di sperimentazione.
“Passeggiata in Ortigia” si muove invece su una linea più diretta, quasi geografica. Il mare domina, ma non in modo didascalico. Le preparazioni giocano su contrasti e profondità, con ingredienti locali che dialogano con tecniche contemporanee. È probabilmente il percorso più immediato, ma anche quello più coerente con il luogo.
Il terzo menu, “Storia, contemporaneità e tradizione”, è quello più complesso da gestire – e anche il più interessante. Qui Torrisi lavora sulla memoria gastronomica siciliana, rileggendo piatti iconici senza svuotarli. La braciola messinese, ad esempio, viene trasformata ma resta riconoscibile. È un equilibrio difficile, che spesso nei fine dining si perde: qui invece tiene.
L’esperienza non si ferma al piatto. Palazzo Salomone amplia il progetto con un’offerta di ospitalità che include anche l’accesso agli spettacoli del Teatro Greco di Siracusa. Una scelta intelligente, perché collega cucina e contesto culturale senza renderlo forzato.
In sintesi, Cortile Spirito Santo continua su una linea precisa: una cucina identitaria ma non nostalgica, tecnica ma non autoreferenziale. In un panorama dove molti ristoranti cercano di stupire, Torrisi fa l’opposto: toglie, semplifica e lascia parlare il territorio. Ed è proprio lì che trova la sua forza.