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Dalla coca al cacao: la Colombia presenta a Perugia il progetto Peace Flavours

Oltre 30mila ettari di coltivazioni sottratti alle produzioni illecite e convertiti a cacao e caffè. Sono i numeri di Peace Flavours, il programma promosso dal Governo colombiano per favorire lo sviluppo delle aree rurali e offrire un’alternativa economica sostenibile alle comunità storicamente coinvolte nella coltivazione della coca.

L’iniziativa è stata presentata a Perugia, presso il museo Città del Cioccolato, alla presenza dell’Ambasciatrice della Colombia presso le organizzazioni ONU a Roma, Jhenifer Mojica Flórez, della Direttrice della Cooperazione Internazionale per la Sostituzione delle Coltivazioni Illecite Claudia Rivero e di alcuni agricoltori che hanno aderito al programma.

Secondo i promotori, migliaia di produttori colombiani hanno già abbandonato le coltivazioni illegali per dedicarsi a produzioni agricole ad alto valore aggiunto, in particolare cacao e caffè. Il progetto punta non soltanto alla riconversione agricola, ma anche all’inserimento delle comunità rurali nelle filiere internazionali del commercio e della trasformazione alimentare.

“La Colombia porta in Italia un messaggio chiaro: dove prima c’erano conflitto e illegalità, oggi possono nascere sviluppo, qualità e opportunità economiche”, ha dichiarato l’ambasciatrice Mojica Flórez.

La scelta di Perugia non è casuale. La città rappresenta uno dei principali punti di riferimento internazionali per il mondo del cacao e del cioccolato grazie a Eurochocolate e alla Città del Cioccolato, che ospita anche rapporti e collaborazioni con organismi internazionali dedicati alla qualità del cacao.

Tra gli appuntamenti della delegazione colombiana anche un incontro con i rappresentanti di Cacao of Excellence, organizzazione internazionale che seleziona e valorizza i migliori cacao del mondo.

L’obiettivo di Peace Flavours è trasformare il cacao in uno strumento di sviluppo economico, inclusione sociale e costruzione della pace, offrendo alle comunità agricole una prospettiva alternativa alle economie illegali che per decenni hanno caratterizzato molte aree rurali del Paese.