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Dall’orto al turismo rurale: a Verona torna “Vita in Campagna”, modello che guarda anche alla Sicilia

C’è un’Italia che rallenta, riscopre la terra, coltiva orti, alleva piccoli animali domestici e cerca un rapporto più autentico con la natura. Un’Italia che negli ultimi anni ha trasformato il giardinaggio, l’agricoltura amatoriale e la vita rurale in una vera filosofia quotidiana. Ed è proprio questo universo fatto di sostenibilità, benessere e tradizioni che dal 20 al 22 marzo tornerà protagonista a Vita in Campagna – La Fiera 2026, in programma a Veronafiere.

La manifestazione, ormai considerata il principale appuntamento italiano dedicato alla vita all’aria aperta, è stata presentata ufficialmente a Casa Verona alla presenza del sindaco Damiano Tommasi e del presidente della Provincia Flavio Massimo Pasini. Un evento che quest’anno punta a battere ogni record con oltre 10 mila metri quadrati di esposizione distribuiti nei padiglioni 10, 11 e 12.

Ma dietro i numeri c’è soprattutto un fenomeno culturale che riguarda da vicino anche la Sicilia. Perché mentre cresce il desiderio di tornare a coltivare piccoli appezzamenti, balconi verdi e orti domestici, aumenta parallelamente l’interesse verso forme di turismo lento e rurale che nell’Isola trovano un habitat naturale quasi perfetto.

La Sicilia, infatti, possiede tutto ciò che oggi il visitatore contemporaneo ricerca: biodiversità, prodotti della terra, tradizioni agricole millenarie, piccoli borghi, clima mite e un rapporto ancora autentico con la campagna. E proprio eventi come “Vita in Campagna” fotografano un cambiamento sociale sempre più evidente: la terra non viene più percepita soltanto come fatica o produzione, ma come esperienza di benessere, qualità della vita e recupero identitario.

La fiera di Verona offrirà quest’anno 150 espositori specializzati, 180 corsi e workshop pratici e tre grandi padiglioni tematici dedicati a orticoltura, giardinaggio, tecnologie green e piccola agricoltura sostenibile. Tra le novità dell’edizione 2026 ci saranno inoltre ampi spazi dedicati agli animali e ai piccoli allevamenti rurali, settore che negli ultimi anni sta vivendo una significativa crescita anche nel Sud Italia.

Dai pollai domestici agli allevamenti amatoriali, passando per la cura degli animali da compagnia e delle razze tradizionali, la manifestazione punta a intercettare un pubblico sempre più vasto, fatto non soltanto di addetti ai lavori ma anche di famiglie, giovani coppie e appassionati della vita “green”.

Un fenomeno che interessa direttamente anche la Sicilia rurale, dove molte aziende agricole stanno progressivamente integrando esperienze legate all’ospitalità diffusa, agli orti didattici, alle degustazioni in campagna e al turismo esperienziale. In un momento storico in cui cresce il bisogno di rallentare e recuperare un rapporto genuino con il territorio, la campagna torna infatti ad essere percepita come spazio di equilibrio e qualità della vita.

«Offrire soluzioni concrete per una vita più sana, lenta e rispettosa dell’ambiente»: è questa la filosofia ribadita durante la presentazione dell’evento da Armando Di Ruzza di Veronafiere e dall’event manager Michele Schenato. Una visione che trova eco anche nei nuovi modelli di sviluppo turistico e culturale che molte realtà siciliane stanno cercando di costruire, puntando su sostenibilità, autenticità e valorizzazione delle produzioni locali.

Perché oggi l’orto non è più soltanto un pezzo di terra da coltivare.
È diventato simbolo di uno stile di vita. E forse anche di una piccola rivoluzione silenziosa che parte proprio dalla riscoperta delle cose semplici.