Un lavoro dopo la pena, o durante. È l’obiettivo dei progetti per l’inserimento socio-lavorativo delle persone in esecuzione penale finanziati dalla Regione Siciliana con il Fondo sociale europeo. Con un comunicato del 28 ottobre, il Dipartimento della Famiglia e delle Politiche sociali ha fissato il passo successivo: dal 16 novembre al 16 dicembre 2026 gli enti ammessi al finanziamento dovranno caricare online la progettazione esecutiva dei loro interventi.
Cosa cambia adesso
Il riferimento è l’Avviso n. 12/2024 del Programma regionale Fse+ Sicilia 2021-2027. La graduatoria definitiva dei soggetti ammessi è stata approvata con un decreto del dirigente generale del 17 dicembre 2025. Ora la Regione ha attivato il sistema informativo dedicato, sul portale Fse della Regione, dove i proponenti dovranno presentare il progetto nella sua versione operativa.
La finestra si apre alle 10 del 16 novembre e si chiude alle 9.59 del 16 dicembre. Sullo stesso sistema è attiva una sezione di assistenza per le richieste dei soggetti coinvolti. Il comunicato è firmato dalla dirigente generale del Dipartimento, Maria Letizia Di Liberti.
Chi riguarda
Quando l’avviso fu presentato, nel giugno 2024, la dotazione era di 9.166.293 euro. I destinatari sono persone condannate, detenute o ammesse a misure alternative al carcere, compresi i minori, i cittadini di Paesi terzi, i migranti e chi vive ai margini.
A presentare i progetti sono enti di formazione e agenzie per il lavoro, che devono partecipare insieme a organizzazioni del Terzo settore impegnate nella rieducazione e nel reinserimento sociale. Ogni proposta deve coinvolgere direttamente gli istituti penitenziari, gli uffici di esecuzione penale esterna o i servizi della giustizia minorile, per verificare che il percorso risponda a un bisogno reale e sia sostenibile.
All’epoca l’assessora regionale alla Famiglia, Nuccia Albano, aveva spiegato di credere “fermamente nel principio della finalità rieducativa della pena”.
Perché il lavoro è decisivo
Formazione e un’occupazione sono tra gli strumenti più concreti per spezzare il circuito che riporta in carcere chi ha già scontato una condanna. La Costituzione stessa assegna alla pena una funzione rieducativa, ma senza un ponte verso il lavoro quel principio resta sulla carta. I progetti finanziati puntano proprio su questo: percorsi di formazione e di inclusione professionale costruiti insieme alle carceri e ai servizi che seguono chi sconta la pena fuori.
Le prossime tappe
- 16 novembre 2026, ore 10: apertura della piattaforma per la progettazione esecutiva.
- 16 dicembre 2026, ore 9.59: chiusura della finestra.
- Chi deve muoversi: solo i soggetti già ammessi in graduatoria; non è un nuovo bando.
Per le cooperative, le associazioni e gli enti siciliani che lavorano dentro e fuori le carceri, il mese tra novembre e dicembre sarà quello in cui i progetti approvati sulla carta dovranno diventare piani di lavoro concreti, con tempi, persone e attività.