La DOC Etna continua a crescere per numero di certificazioni, volumi, viticoltori e superficie coinvolta. A fotografare l’evoluzione della denominazione sono i dati dell’Osservatorio dell’IRVO, l’Istituto Regionale del Vino e dell’Olio, che accompagnerà con il proprio contributo tecnico-scientifico l’edizione 2026 di Radici Vulcaniche, in programma il 29 e 30 agosto a Randazzo.
Tra il 2012 e il 2025 le certificazioni sono aumentate del 711%, passando da 79 a 641, mentre i quantitativi di vino certificati sono cresciuti del 390%, da 9.426 a 46.152 ettolitri.
Più che raddoppiati i viticoltori della DOC Etna
Anche il numero dei viticoltori rivendicanti è cresciuto in modo significativo.
Nel 2012 erano 202, mentre nel 2025 sono diventati 509. Nello stesso anno la superficie interessata ha raggiunto 1.449 ettari, dai quali sono stati raccolti 94.700 quintali di uva, la crescita prosegue anche nel 2026. Ad agosto risultano già 576 certificati, con un incremento del 15,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e oltre 43 mila ettolitri di vino, in aumento del 22%.
Delle 157 aziende assoggettate all’Organo di Controllo dell’IRVO, 144 gestiscono internamente l’intera filiera, dalla vinificazione fino all’imbottigliamento.
Etna Rosso e Bianco guidano la produzione
Il mix produttivo della denominazione vede al primo posto l’Etna Rosso, con una quota del 42,2%, seguito molto da vicino dall’Etna Bianco con il 40,3%.
L’Etna Rosato rappresenta l’8,9% della produzione, mentre l’Etna Spumante Bianco pesa per il 4,4%, seguono Etna Bianco Superiore con il 2,8%, Etna Spumante Rosato con lo 0,9% ed Etna Rosso Riserva con lo 0,6%.
I dati evidenziano quindi una denominazione che, oltre a crescere nei volumi, sta modificando progressivamente anche la propria composizione produttiva, con un peso crescente dei bianchi e degli spumanti.
Spumanti vulcanici quasi raddoppiati rispetto al 2022
Particolarmente significativa è la crescita delle bollicine, nel 2025 sono stati prodotti oltre 2 mila ettolitri di spumanti, quasi il doppio rispetto ai livelli del 2022.
Un andamento che conferma l’evoluzione della DOC Etna verso un’offerta più diversificata e una maggiore presenza di tipologie differenti rispetto ai tradizionali rossi del territorio.
Cresce anche l’interesse enoturistico per l’Etna
Accanto ai dati produttivi, emerge anche una crescente attenzione internazionale verso l’Etna come destinazione enoturistica.
Il Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2025, dedicato a sei mercati esteri – Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Austria, Svizzera e Francia – evidenzia una forte propensione verso future esperienze enogastronomiche in Italia, con valori che in alcuni casi superano l’80%.
Tra le destinazioni più desiderate figurano il Chianti, indicato fino al 41% degli intervistati statunitensi, e l’Etna, scelto fino al 40% dei francesi.
Radici Vulcaniche il 29 e 30 agosto a Randazzo
I dati dell’IRVO faranno da cornice a Radici Vulcaniche, in programma il 29 e 30 agosto 2026 a Randazzo.
L’evento riunirà 28 cantine, 12 tour operator provenienti da diversi Paesi europei, Stati Uniti e Russia e 5 buyer internazionali.
Il programma comprenderà degustazioni, incontri e momenti di approfondimento dedicati ai vini dell’Etna e al rapporto tra territorio, mercati ed enoturismo.
Tra gli appuntamenti è prevista una masterclass condotta dal sommelier Luca Gardini, curatore della Guida de L’Espresso, e un panel moderato dal giornalista de Il Sole 24 Ore Nino Amadore, dedicato ai mercati e al turismo del vino.
Tra i partner istituzionali figurano l’Assessorato regionale per l’Agricoltura, lo Sviluppo Rurale e la Pesca Mediterranea, l’IRVO, il Comune di Randazzo, il Consorzio Etna DOC e la Strada del Vino e dei Sapori dell’Etna.
L’obiettivo è collegare la crescita produttiva della denominazione a una valorizzazione sempre più integrata di paesaggio, cultura e produzioni locali.