STRADA MANGIANDO
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Falstaff 2027, quattro locali siciliani in vetta e un premio a Palermo

Una nuova guida ai ristoranti italiani ha appena fatto il suo debutto, e la Sicilia ne esce con quattro locali in cima alla classifica regionale e un premio speciale nazionale. È la Falstaff Restaurant Guide Italia 2027, la prima edizione italiana della guida del network europeo Falstaff, presentata a Milano a fine settembre all’Excelsior Hotel Gallia.

Chi ha vinto in Sicilia

Per ogni regione la guida indica il miglior ristorante, la migliore trattoria e la migliore pizzeria. In Sicilia i premi sono andati a:

  • Ristorante, a pari merito: il Duomo di Ragusa Ibla e il St. George by Heinz Beck di Taormina, all’interno dell’hotel The Ashbee;
  • Trattoria: Bavetta – Osteria d’Oggi di Catania, segnalata per la sua cucina di pesce;
  • Pizzeria: Saccharum di Altavilla Milicia, in provincia di Palermo.

C’è poi un riconoscimento che va oltre i confini regionali. Il Premio speciale alla memoria di Anna Matscher, la chef altoatesina di Tesimo scomparsa di recente, è andato a Tiziana Francoforte del Gagini Restaurant di Palermo, in via Cassari, che nella guida ottiene 94 punti. La motivazione richiama i valori che univano le due cuoche: il legame con il territorio, la consapevolezza e l’identità. Nell’intervista pubblicata dalla guida, Francoforte racconta di aver studiato architettura prima di imparare a cucinare da sola, e di lavorare con piccoli produttori e ingredienti di stagione.

Come funziona la nuova guida

La Falstaff Restaurant Guide Italia 2027 recensisce circa 3.000 indirizzi in tutta Italia, collegati al database europeo del network, ed è disponibile su carta e in un’app gratuita. Alla presentazione sono stati assegnati oltre ottanta riconoscimenti tra premi speciali e regionali. Al vertice nazionale c’è Piazza Duomo di Alba, il ristorante di Enrico Crippa, eletto ristorante dell’anno, mentre il titolo di chef dell’anno è andato a Niko Romito.

Il sistema di voto è in centesimi. Per ristoranti e trattorie fino a 50 punti vanno alla cucina, fino a 20 al servizio, fino a 20 alla proposta di bevande e fino a 10 allo stile del locale; per le pizzerie la cucina pesa fino a 60 punti. Il risultato si traduce in un massimo di quattro forchette, o di quattro margherite per le pizzerie. Le valutazioni vengono da un gruppo di giornalisti e critici enogastronomici, insieme alle segnalazioni della community di lettori.

«Nessuna guida potrà mai dire l’ultima parola sulla cucina italiana», ha detto la curatrice Alessia Manoli, presentando il lavoro come una fotografia del momento.

Una mappa che si allarga

Il quadro siciliano disegnato dalla guida è ampio: l’alta cucina di Ragusa Ibla e di Taormina, una trattoria contemporanea nel centro di Catania, una pizzeria di provincia che da anni compare nelle classifiche nazionali e una cuoca palermitana arrivata ai fornelli da un altro mestiere. Quattro province e quattro modi diversi di stare a tavola, tutti premiati nello stesso anno da una guida che in Italia è appena arrivata.