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Fine dining più flessibile: Bàtu riapre a Taormina con nuovi percorsi degustazione

Il fine dining cambia forma e diventa più accessibile. È questa una delle principali novità della stagione 2026 di Bàtu, il ristorante del Grand Hotel San Pietro di Taormina, che riapre il 1° maggio introducendo nuove formule pensate per rendere l’esperienza gastronomica più libera e personalizzabile.

Tra le novità spicca la possibilità di scegliere un menu in tre portate selezionato dai percorsi degustazione e, soprattutto, la libertà per ogni commensale di seguire un percorso diverso senza dover uniformare la scelta all’intero tavolo.

Una direzione che accompagna la crescita del progetto gastronomico guidato dall’executive chef Luca Miuccio, protagonista di una cucina che interpreta la Sicilia contemporanea attraverso stagionalità, vegetale e valorizzazione della materia prima locale.

La riapertura di Bàtu coincide inoltre con una nuova fase di evoluzione del Grand Hotel San Pietro, che prosegue il percorso di restyling avviato nel 2024 attraverso un aggiornamento degli spazi volto a rafforzare il dialogo tra architettura, luce e paesaggio.

Sul fronte enologico, il ristorante presenta una carta vini che raggiunge circa 700 referenze, con particolare attenzione alle produzioni del territorio e agli abbinamenti con i menu degustazione.

Affacciato sulla costa ionica e immerso nella macchia mediterranea, Bàtu conferma così la propria identità: una proposta gastronomica che guarda alla Sicilia contemporanea attraverso una cucina essenziale, equilibrata e fortemente legata al territorio.