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Fisco 2025, tra incentivi e condizioni: la partita delle agenzie di viaggio si gioca su innovazione e lavoro

Il 2025 fiscale si presenta come un terreno selettivo, quasi darwiniano, per agenzie di viaggio e tour operator. Non basterà più resistere: servirà scegliere, investire, crescere. La Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) introduce strumenti che, se letti superficialmente, appaiono come agevolazioni. Ma a uno sguardo più attento, rivelano una precisa direzione politica: premiare chi innova e chi crea occupazione stabile.

Due, in particolare, le leve destinate a incidere in modo significativo sugli equilibri del settore: l’IRES premiale e la proroga della maggior deduzione del costo del lavoro.

IRES premiale: meno tasse, ma solo per chi investe davvero

La misura più evidente è la riduzione dell’aliquota IRES dal 24% al 20%. Quattro punti percentuali che, tradotti in termini concreti, possono significare un risparmio rilevante per le società di capitali – Srl e Spa – del comparto turistico.

Ma non è un beneficio automatico. È una soglia da conquistare.

Per accedere all’IRES premiale, infatti, le imprese devono rispettare condizioni stringenti:

  • accantonare l’80% degli utili 2024 in una riserva dedicata;
  • realizzare investimenti in beni ad alto contenuto tecnologico (Industria 4.0 e 5.0) entro ottobre 2026;
  • non ridurre il personale;
  • incrementare l’organico con almeno un’assunzione a tempo indeterminato.

È evidente la logica sottesa: lo Stato non premia il profitto in sé, ma il profitto reinvestito. Non la rendita, ma il rischio.

Per molte realtà, soprattutto di piccole dimensioni, si tratta di una soglia impegnativa. Ma per quelle strutturate – o per chi intende diventarlo – può rappresentare un’occasione concreta per accelerare processi già in atto.

Costo del lavoro: l’incentivo che guarda alla crescita

Ancora più diffusa, e probabilmente più accessibile, è la proroga della maggior deduzione fiscale sul costo del lavoro.

La misura estende fino al 2027 un meccanismo semplice nella sua logica: più assumi, meno paghi. Le nuove assunzioni a tempo indeterminato consentono infatti una maggiorazione del costo deducibile del 20%, che sale al 30% per categorie considerate meritevoli di maggiore tutela.

Tradotto: una riduzione significativa dell’imponibile fiscale per le imprese che investono nel capitale umano.

Non è un dettaglio. È una scelta di politica economica che punta a stabilizzare il lavoro in un settore storicamente segnato da stagionalità e precarietà.

Il riflesso sulla Sicilia: opportunità e divari

Se queste misure rappresentano un banco di prova nazionale, in Sicilia assumono un valore ancora più strategico.

Il tessuto imprenditoriale turistico dell’isola è composto in larga parte da piccole e medie imprese, spesso sotto forma di ditte individuali o società di persone, che restano escluse dall’IRES premiale. Un limite strutturale che rischia di ampliare il divario competitivo rispetto ad altre aree del Paese.

Eppure, proprio qui si apre uno spazio di riflessione.

La misura, infatti, può diventare un incentivo indiretto alla trasformazione societaria e alla crescita dimensionale. In altre parole: un invito, neanche troppo velato, a fare sistema.

Sul fronte occupazionale, invece, la Sicilia parte da una posizione paradossale. Da un lato, un alto tasso di disoccupazione; dall’altro, una cronica difficoltà nel reperire personale qualificato nel turismo. La maggior deduzione può rappresentare una leva per stabilizzare lavoratori e attrarre competenze, soprattutto se accompagnata da investimenti in formazione.

Innovazione o marginalità: la scelta è adesso

Il messaggio che emerge è chiaro: il fisco non è più neutrale. È uno strumento che orienta il mercato.

Chi investe in tecnologia, chi cresce, chi assume, paga meno. Chi resta fermo, paga di più. È una selezione che premia la visione e penalizza l’immobilismo.

“Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare”, scriveva Seneca. E mai come in questo caso la citazione appare calzante.

Per le agenzie di viaggio e i tour operator – in Sicilia come nel resto d’Italia – il 2025 non sarà un anno qualsiasi. Sarà un anno di scelte.

Scelte che non riguardano solo il bilancio, ma il futuro stesso del settore.