Tabelloni pieni di cancellazioni e passeggeri in coda ai banchi delle compagnie: venerdì 16 ottobre anche gli aeroporti siciliani hanno pagato il guasto alla rete dati di Enav, la società che gestisce il controllo del traffico aereo in Italia. A Palermo i voli cancellati, tra partenze e arrivi, sono stati più di dieci; ritardi e possibili cancellazioni sono stati segnalati anche a Catania e a Comiso.
Che cosa è successo
Le prime anomalie sono comparse nella notte tra giovedì e venerdì sulla rete principale di trasmissione dati che collega i sistemi del controllo del traffico aereo nazionale. Fino alle 6 del mattino, grazie alle procedure di emergenza, il traffico è stato gestito regolarmente. Poi, con l’aumento dei voli e il problema ancora aperto, Enav ha dovuto regolare i flussi: la capacità di gestione degli aerei nello spazio aereo italiano è scesa fino al 50 per cento del traffico complessivo.
Per tenere in piedi il servizio sono stati attivati sistemi di trasmissione alternativi, dando la precedenza al maggior numero possibile di partenze, compresi i voli intercontinentali. Enav ha escluso che all’origine del guasto ci siano attacchi informatici o sabotaggi. Nel pomeriggio la società ha comunicato che l’operatività era tornata al 100 per cento.
Palermo, Catania e Comiso
All’aeroporto Falcone Borsellino la società di gestione Gesap ha pubblicato sui propri canali social l’elenco dei voli cancellati, aggiornandolo nel corso della mattinata. Le cancellazioni hanno riguardato compagnie come Wizz Air, Ita Airways, Volotea, Ryanair e Lufthansa, sui collegamenti con Milano, Roma, Torino, Firenze e Monaco di Baviera. Ritardi minori si sono registrati anche su altre partenze.
Per Catania e Comiso la Sac, che gestisce i due scali, ha fatto sapere di seguire l’evoluzione della situazione e di aggiornare le informazioni sui propri canali ufficiali, con personale in aeroporto per assistere i passeggeri. Per i due scali della Sicilia orientale non sono stati diffusi numeri precisi sui voli annullati.
Per un’isola che dipende dall’aereo per buona parte degli spostamenti verso il resto d’Italia, anche poche ore di capacità dimezzata pesano: chi è rimasto a terra a Palermo venerdì mattina ha dovuto cercare un posto sui voli successivi, in un fine settimana già segnato in Sicilia dal fermo dei tir.
Cosa possono fare i passeggeri
- Verificare lo stato del volo direttamente con la compagnia aerea, come raccomandano gli stessi gestori degli aeroporti.
- In caso di cancellazione, il regolamento europeo 261/2004 prevede la scelta tra il rimborso del biglietto e un volo alternativo, oltre all’assistenza in aeroporto durante l’attesa (pasti e, se serve, sistemazione).
- La compensazione in denaro invece non è dovuta quando la cancellazione dipende da circostanze eccezionali, e i problemi del controllo del traffico aereo di norma rientrano in questa categoria.
- Conservare carte d’imbarco, ricevute di spesa e comunicazioni della compagnia, utili per qualsiasi richiesta successiva.
Resta da capire, una volta chiuse le verifiche tecniche, che cosa abbia mandato in crisi la rete principale. Per chi vola da e per la Sicilia la domanda non è secondaria: la continuità territoriale passa anche da qui.