Un paese dell’altopiano ibleo vale, da solo, tre Chiocciole. Nella nuova edizione di Osterie d’Italia, la guida di Slow Food Editore uscita in libreria il 21 ottobre, Palazzolo Acreide è il comune siciliano con più locali premiati: Andrea, Lo Scrigno dei Sapori e la Trattoria del Gallo.
In tutto la Sicilia porta a casa 19 Chiocciole, il riconoscimento che la guida assegna alle osterie che meglio interpretano la cucina di territorio, per ambiente, accoglienza e materia prima.
La mappa delle 19 Chiocciole
La provincia di Siracusa è la più premiata, con cinque indirizzi: oltre ai tre di Palazzolo Acreide ci sono U Sulicce’nti a Rosolini e la Latteria Mamma Iabica a Siracusa.
Seguono la provincia di Messina, con quattro locali, e quelle di Catania e Palermo con tre ciascuna:
- Messina: Le Macine a Lipari, Casa & Putia a Messina, Fattoria Borrello – Osteria del Maiale Nero a Raccuja, Fratelli Borrello a Sinagra;
- Catania: Mé Cumpari Turiddu a Catania, 4 Archi a Milo, San Giorgio e il Drago a Randazzo;
- Palermo: Nangalarruni a Castelbuono, Corona Trattoria a Palermo, Arrhais a Pollina;
- Agrigento: Ginger People&Food ad Agrigento e Oasi Osteria del Mare a Licata;
- Trapani: Cantina Siciliana e Caupona Taverna di Sicilia, entrambe nel capoluogo.
Nessuna Chiocciola, quest’anno, nelle province di Ragusa, Caltanissetta ed Enna.
Dai Nebrodi al mare
Scorrendo l’elenco si legge una geografia precisa. Ci sono i paesi dell’interno, dove la cucina segue il pascolo e il bosco: i Nebrodi del suino nero, con i due indirizzi della famiglia Borrello tra Raccuja e Sinagra; le Madonie di Castelbuono; il versante nord dell’Etna con Randazzo e i terrazzamenti di Milo. E ci sono le città e la costa, da Lipari a Licata, dove il pesce detta il menù.
Il dato di Palazzolo Acreide, poi, dice qualcosa che va oltre la singola insegna: in un borgo dell’altopiano ibleo tre osterie lavorano sugli stessi prodotti del territorio, dai formaggi alle carni, dai legumi ai dolci, e tutte e tre convincono gli ispettori della guida. È il segno di una cucina di paese che fa sistema.
I numeri della guida
A livello nazionale Osterie d’Italia 2027 recensisce 1.952 locali e assegna 335 Chiocciole. La regione più premiata è la Campania con 34, seguita dal Piemonte con 31; Emilia-Romagna, Toscana e Puglia ne contano 26 ciascuna. La Sicilia ne ottiene 19, la Sardegna 10.
Tra le novità dell’edizione ci sono i 175 “Locali quotidiani”, cioè gastronomie, pastifici ed enoteche con cucina, inseriti ora nelle sezioni regionali. Il volume conta oltre mille pagine ed è in vendita a 24,90 euro nelle librerie e sul sito dell’editore; l’aggiornamento dell’app, in italiano e in inglese, è annunciato per il 3 novembre.
È anche la prima edizione presentata senza Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e tra gli ideatori della guida, ricordato durante la cerimonia.
Perché conta
Per molti di questi locali, lontani dalle rotte più battute, la Chiocciola è un richiamo concreto: porta in paese viaggiatori che scelgono dove fermarsi proprio sfogliando la guida. E per chi in Sicilia produce formaggi, carni, ortaggi e vino su piccola scala, un’osteria premiata è spesso il primo cliente e la migliore vetrina.