STRADA MANGIANDO
street food e non solo

Osterie d’Italia 2027, in Sicilia 19 Chiocciole: tre a Palazzolo Acreide

Un paese dell’altopiano ibleo vale, da solo, tre Chiocciole. Nella nuova edizione di Osterie d’Italia, la guida di Slow Food Editore uscita in libreria il 21 ottobre, Palazzolo Acreide è il comune siciliano con più locali premiati: Andrea, Lo Scrigno dei Sapori e la Trattoria del Gallo.

In tutto la Sicilia porta a casa 19 Chiocciole, il riconoscimento che la guida assegna alle osterie che meglio interpretano la cucina di territorio, per ambiente, accoglienza e materia prima.

La mappa delle 19 Chiocciole

La provincia di Siracusa è la più premiata, con cinque indirizzi: oltre ai tre di Palazzolo Acreide ci sono U Sulicce’nti a Rosolini e la Latteria Mamma Iabica a Siracusa.

Seguono la provincia di Messina, con quattro locali, e quelle di Catania e Palermo con tre ciascuna:

  • Messina: Le Macine a Lipari, Casa & Putia a Messina, Fattoria Borrello – Osteria del Maiale Nero a Raccuja, Fratelli Borrello a Sinagra;
  • Catania: Mé Cumpari Turiddu a Catania, 4 Archi a Milo, San Giorgio e il Drago a Randazzo;
  • Palermo: Nangalarruni a Castelbuono, Corona Trattoria a Palermo, Arrhais a Pollina;
  • Agrigento: Ginger People&Food ad Agrigento e Oasi Osteria del Mare a Licata;
  • Trapani: Cantina Siciliana e Caupona Taverna di Sicilia, entrambe nel capoluogo.

Nessuna Chiocciola, quest’anno, nelle province di Ragusa, Caltanissetta ed Enna.

Dai Nebrodi al mare

Scorrendo l’elenco si legge una geografia precisa. Ci sono i paesi dell’interno, dove la cucina segue il pascolo e il bosco: i Nebrodi del suino nero, con i due indirizzi della famiglia Borrello tra Raccuja e Sinagra; le Madonie di Castelbuono; il versante nord dell’Etna con Randazzo e i terrazzamenti di Milo. E ci sono le città e la costa, da Lipari a Licata, dove il pesce detta il menù.

Il dato di Palazzolo Acreide, poi, dice qualcosa che va oltre la singola insegna: in un borgo dell’altopiano ibleo tre osterie lavorano sugli stessi prodotti del territorio, dai formaggi alle carni, dai legumi ai dolci, e tutte e tre convincono gli ispettori della guida. È il segno di una cucina di paese che fa sistema.

I numeri della guida

A livello nazionale Osterie d’Italia 2027 recensisce 1.952 locali e assegna 335 Chiocciole. La regione più premiata è la Campania con 34, seguita dal Piemonte con 31; Emilia-Romagna, Toscana e Puglia ne contano 26 ciascuna. La Sicilia ne ottiene 19, la Sardegna 10.

Tra le novità dell’edizione ci sono i 175 “Locali quotidiani”, cioè gastronomie, pastifici ed enoteche con cucina, inseriti ora nelle sezioni regionali. Il volume conta oltre mille pagine ed è in vendita a 24,90 euro nelle librerie e sul sito dell’editore; l’aggiornamento dell’app, in italiano e in inglese, è annunciato per il 3 novembre.

È anche la prima edizione presentata senza Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e tra gli ideatori della guida, ricordato durante la cerimonia.

Perché conta

Per molti di questi locali, lontani dalle rotte più battute, la Chiocciola è un richiamo concreto: porta in paese viaggiatori che scelgono dove fermarsi proprio sfogliando la guida. E per chi in Sicilia produce formaggi, carni, ortaggi e vino su piccola scala, un’osteria premiata è spesso il primo cliente e la migliore vetrina.