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Perluci ed enoturismo: Caruso & Minini al Vinitaly 2026 tra innovazione e identità

La cantina Caruso & Minini si presenta a Vinitaly 2026 con una visione chiara: rafforzare il proprio posizionamento internazionale puntando su identità territoriale, sostenibilità ed enoturismo.

Oggi l’azienda marsalese è presente in quasi 40 mercati esteri, con una crescita solida anche negli Stati Uniti, dove i vini siciliani continuano a conquistare consumatori sempre più attenti alle varietà autoctone.

Perluci: il nuovo blend che racconta il terroir trapanese

Protagonista del debutto a Vinitaly è Perluci, nuova etichetta che segna un’evoluzione nel percorso produttivo della cantina.

Si tratta di un blend originale che unisce:

  • Lucido, per freschezza e luminosità
  • Perricone vinificato in bianco, per struttura e complessità

Un’interpretazione inedita che punta su tensione aromatica, equilibrio e personalità.

«Perluci rappresenta una sintesi del nostro percorso – spiega Giovanna Caruso –. È un vino che rompe gli schemi senza perdere il legame con la terra, offrendo una nuova lettura del Perricone».

Design, inclusione e biodiversità

L’etichetta di Perluci riflette l’impegno sociale della famiglia Caruso: nasce infatti dalla collaborazione con il Laboratorio Zanzara, realtà impegnata nell’inclusione attraverso il design.

Elemento simbolico è l’Artemisia arborescens, pianta tipica delle colline trapanesi, che diventa metafora di resilienza e biodiversità. Un richiamo diretto al territorio, che si ritrova anche nel profilo aromatico del vino, tra note di macchia mediterranea, agrumi e sapidità.

Perluci entra nella linea premium “Selezioni del Presidente”, voluta dal fondatore Stefano Caruso per valorizzare i vitigni autoctoni dell’entroterra marsalese.

Enoturismo in crescita: +43% di visitatori

Accanto alla produzione, cresce in modo significativo il comparto enoturistico, oggi asset strategico per l’azienda.

Negli ultimi 12 mesi:

  • +43% visitatori in cantina
  • +16% fatturato

Un trend che conferma l’importanza dell’esperienza diretta nel mondo del vino.

Tra le novità spicca la (P)ortolì Experience, percorso immersivo che unisce vino, paesaggio e comunità, valorizzando la stagionalità e l’autenticità del territorio.

«L’enoturismo è l’evoluzione naturale del fare vino – sottolinea Rosanna Caruso –. Permette di creare un ecosistema di valore e rafforzare il legame con il territorio».

Sostenibilità e nuovi mercati

La crescita dell’azienda si fonda anche su una scelta precisa: entro il 2026 l’intera produzione sarà certificata biologica, completando un percorso orientato al rispetto dell’ambiente.

Sul fronte internazionale, continua l’espansione con l’ingresso del Vietnam tra i mercati presidiati, a conferma di una strategia sempre più globale.

Il futuro del vino passa da identità e visione

Con il debutto di Perluci e il rafforzamento dell’enoturismo, Caruso & Minini dimostra come il futuro del vino italiano non sia solo legato ai numeri, ma alla capacità di raccontare un’identità autentica, sostenibile e inclusiva.

Un modello che guarda lontano, mantenendo radici profonde nel territorio siciliano.