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Pizzerie d’Italia 2027, nove Tre Spicchi in Sicilia e a Palermo c’è Timilia

Nove pizzerie siciliane hanno i Tre Spicchi, il massimo riconoscimento della guida Pizzerie d’Italia 2027 del Gambero Rosso, presentata a fine ottobre. Tra le novità dell’isola c’è L’Arcipelago del Therasia Resort di Vulcano, che sale al livello più alto, mentre a Palermo l’unico nuovo ingresso cittadino è Timilia, in via Maqueda, premiata con i Due Spicchi.

Le nove insegne siciliane al vertice

Ecco le pizzerie dell’isola con i Tre Spicchi nell’edizione 2027:

  • Sitàri della famiglia Sorce, Agrigento
  • Saccharum, Altavilla Milicia
  • L’Orso, Messina
  • L’Orso in Teglia, Messina, tra le pizzerie al taglio
  • Ammodo, la pizza di Daniele Vaccarella, Palermo
  • Archestrato di Gela, Palermo
  • Era Ora Ortigia, Siracusa
  • Piano B, Siracusa
  • L’Arcipelago del Therasia Resort, Vulcano

La distribuzione è larga: Palermo, Siracusa e Messina portano due insegne ciascuna, e a Messina il nome è lo stesso, L’Orso, premiato sia per la pizza al piatto sia per quella in teglia. Saccharum, che aveva conquistato i Tre Spicchi già nel 2023, conferma il suo posto ad Altavilla Milicia, a pochi chilometri da Palermo.

La mappa racconta una pizza siciliana che non abita solo nei capoluoghi: dalle Eolie ad Altavilla Milicia, il livello alto si trova anche lontano dalle grandi città. Nel complesso, la Sicilia conta in questa edizione cinque nuovi ingressi e quattordici uscite dalla guida.

Timilia, la pizza che parte dalla farina

Timilia porta già nel nome la sua idea: è uno dei grani antichi siciliani. Il locale di Tommaso Di Bella e Federica Pirrotta, con il pizzaiolo Andrea Campobello cresciuto nella brigata, lavora su ricerca delle farine e fermentazioni. In carta ci sono quattro impasti: uno contemporaneo con prefermento, farine semintegrali e 48 ore di maturazione controllata; la Crusta, sottile e croccante; una pizza tonda cotta in casseruola; e un impasto senza glutine, messo a punto con un mix di farine.

Sopra, la dispensa è dichiaratamente isolana: pomodoro siccagno, acciughe di Sciacca, origano di Pantelleria, cipolla di Giarratana, fiordilatte di Belmonte. Tra le pizze segnalate ci sono la marinara classica e la Cazzicatummula. Una pizzeria di via Maqueda, nel cuore del centro storico e tra i flussi di visitatori più fitti della città, che sceglie di raccontare l’isola attraverso le sue materie prime e non attraverso il folclore.

Una guida che cambia metro

L’edizione 2027, la quattordicesima, seleziona 824 pizzerie in Italia, di cui 112 nuove. I Tre Spicchi sono 120, due in più dell’anno scorso: 105 per la pizza al piatto e 15 per quella al taglio. Cambia anche il sistema di giudizio: spariscono il punteggio in centesimi e le Tre Rotelle, e anche le pizzerie al taglio vengono valutate con gli Spicchi. Il titolo di pizzeria dell’anno va in Calabria, a Bob Alchimia a Spicchi di Montepaone.

Per la Sicilia il dato da tenere d’occhio è proprio quello delle materie prime: sempre più pizzaioli dell’isola costruiscono la carta su grani, pomodori, formaggi e pesce del territorio, e le guide nazionali cominciano a premiarli anche per questo.