Con le prime piogge d’autunno le pecore tornano sui pascoli verdi e nei caseifici siciliani ricomincia la stagione buona della ricotta. È il momento giusto per lo sfincione bianco di Bagheria, la versione senza pomodoro della focaccia alta palermitana, che a Bagheria si prepara con tuma, ricotta di pecora, cipolla e acciughe. E a novembre, di solito nella seconda metà del mese, la città gli dedica lo Sfincione Fest, con i forni del centro in piazza.

Un bianco che viene da Aspra e dai forni di Bagheria

Lo sfincione è la focaccia spessa e soffice della provincia di Palermo: il nome viene accostato alla “spugna”, per via della mollica alveolata. A Palermo città si fa rosso, con salsa di pomodoro, cipolla e caciocavallo. A Bagheria, a una quindicina di chilometri, ha preso un’altra strada: niente pomodoro, e al suo posto i latticini.

La farcitura classica mette insieme quello che il territorio aveva a portata di mano: la tuma, cioè il formaggio di pecora fresco non salato, le cipolle bianche stufate a lungo e le acciughe salate, che a Bagheria sono quelle di Aspra, la borgata marinara del paese. Sopra va una coltre di mollica di pane raffermo, tostata e mescolata con formaggio grattugiato e origano. La ricotta si è aggiunta in tempi più recenti e oggi è quasi sempre presente; molte famiglie e molti forni hanno la propria versione, e non esiste una ricetta unica.

Ingredienti

Per 6 persone, in una teglia tonda da 28 centimetri circa.

Per l’impasto

Per la farcitura

Preparazione

Preparazione: 40 minuti più la lievitazione (circa 3 ore). Cottura: 30-35 minuti. Difficoltà: media.

  1. Sciogli il lievito nell’acqua, aggiungi le due farine e impasta. Unisci il sale e poi l’olio, e lavora per 10 minuti, finché l’impasto è liscio ed elastico.
  2. Copri la ciotola e lascia lievitare in un luogo tiepido fino al raddoppio, circa 2 ore.
  3. Intanto affetta sottili le cipolle e falle appassire in padella coperta con mezzo bicchiere d’acqua per 15-20 minuti. Quando l’acqua è evaporata, aggiungi tre cucchiai d’olio e due acciughe spezzettate e lascia insaporire per qualche minuto.
  4. Sbriciola la mollica e tostala in padella con un filo d’olio finché è dorata. Fuori dal fuoco unisci il caciocavallo, una generosa presa di origano e il pepe.
  5. Ungi bene la teglia e stendi l’impasto con i polpastrelli fino ai bordi. Lascia riposare ancora 45-60 minuti.
  6. Distribuisci in superficie le acciughe rimaste, la tuma a fette spesse e la ricotta a cucchiaiate, poi le cipolle. Copri tutto con la mollica condita e finisci con un filo d’olio.
  7. Cuoci in forno statico già caldo a 200 °C per 30-35 minuti, finché la base è dorata e la superficie croccante. Lascia intiepidire prima di tagliare.

Varianti e consigli

Al posto della cipolla bianca si può usare lo scalogno, più dolce. Chi non ama le acciughe può toglierle, ma il gusto cambia parecchio: sono loro a bilanciare la dolcezza della ricotta. Lo sfincione bianco è buono tiepido e il giorno dopo, scaldato qualche minuto in forno. Con un rosso giovane siciliano, come un Nero d’Avola o un Frappato, il contrasto con il formaggio funziona bene.

Contiene glutine, latticini e pesce.