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Spreco di cibo in casa: Catania nel progetto europeo del Banco Alimentare

Il pane che indurisce, la verdura dimenticata in fondo al frigo, gli avanzi della domenica che finiscono nella pattumiera il mercoledì. È da qui, dalle cucine di casa, che parte Take EAT Seriously – Don’t play with food!, il progetto europeo contro lo spreco alimentare guidato dalla Fondazione Banco Alimentare che ha scelto Catania, insieme a Milano e Roma, come una delle tre aree metropolitane in cui sperimentare un nuovo approccio.

La città etnea è stata la prima a presentarlo al pubblico: l’appuntamento si è tenuto il 29 settembre a Le Village by CA Sicilia, in via Ursino, in occasione della Giornata internazionale della consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari, con il Banco Alimentare della Sicilia.

Prima che il cibo diventi eccedenza

Il Banco Alimentare è conosciuto per il lavoro di recupero: raccoglie le eccedenze della filiera e le redistribuisce alle strutture caritative. Questa volta il punto di partenza è diverso. L’obiettivo è intervenire prima che il cibo diventi un avanzo, lavorando sulle abitudini quotidiane di chi fa la spesa e cucina.

I numeri spiegano la scelta. Secondo i dati diffusi dai promotori, in Europa si sprecano ogni anno oltre 58 milioni di tonnellate di cibo, circa 130 chili a testa, e il 53% di questo spreco avviene proprio nelle famiglie.

Come funziona l’app

Lo strumento principale è la FolLoW-App, un’applicazione gratuita disponibile su Google Play e App Store, sviluppata dalla società Shair.Tech. L’app aiuta a capire quanto e cosa si butta, traducendolo in due misure concrete: il valore economico degli alimenti non consumati e il loro impatto ambientale. Contiene anche un kit antispreco con consigli per conservare meglio gli alimenti e ricette per riutilizzare ciò che avanza.

Il metodo punta sul gioco: quiz e attività interattive pensate per cambiare i comportamenti un passo alla volta. I partecipanti sono dipendenti delle aziende partner del Banco Alimentare, consumatori legati a Confconsumatori e cittadini coinvolti nelle attività sul territorio.

Chi c’è dietro

Il progetto è finanziato dalla Commissione europea attraverso l’agenzia HaDEA e dura due anni, dal 1° ottobre 2025 al 1° ottobre 2027. Oltre alla Fondazione Banco Alimentare, capofila, e a Shair.Tech, partecipano Confconsumatori e il Politecnico di Milano. Il Food Sustainability Lab del Politecnico, coordinato da Paola Maria Garrone, analizza lo spreco domestico con indagini qualitative e quantitative e alla fine dovrà misurare se gli interventi hanno davvero cambiato le abitudini.

Il ruolo del Banco siciliano

La scelta di Catania non è casuale. Il Banco Alimentare della Sicilia, che ha sede nella città etnea e opera nella parte orientale dell’isola, nel 2025 ha distribuito oltre 11.286 tonnellate di cibo attraverso una rete di oltre 460 strutture caritative convenzionate. Un’esperienza nel recupero che ora si allarga alla prevenzione.

Per le famiglie catanesi, aderire significa avere in tasca uno strumento che mette un prezzo, letteralmente, a ciò che si butta. E ogni chilo non sprecato in casa è un chilo in meno da recuperare dopo.

Fonte: Politecnico di Milano – progetto Take EAT Seriously