Ad ottobre, nel mare di San Vito Lo Capo, è tempo di capone: la lampuga che i pescatori trapanesi catturano in autunno e che per generazioni ha riempito le tavole delle famiglie di mare. Da venerdì 9 a domenica 11 ottobre il paese le dedica la tredicesima edizione di Tempuricapuna, e quest’anno ai fornelli, accanto agli chef, ci sono anche gli studenti dell’Istituto alberghiero Pietro Piazza di Palermo.
La manifestazione è promossa dal Comune di San Vito Lo Capo con l’Associazione pescatori, con il sostegno del Libero Consorzio comunale di Trapani. L’inaugurazione è fissata per venerdì alle 17.30, con il sindaco Francesco La Sala e l’assessore al Turismo Angelo Bulgarello.
Una scuola dentro la cucina di mare
Il cuore del programma sono i cooking show “Tempu ri storie sapuri e pignate”, nell’area talk di piazza Santuario, condotti da Vittoria Abbenante. Le ricette vengono preparate con il supporto degli alunni del Pietro Piazza: per i ragazzi è un’occasione di imparare sul campo una cucina che non sta nei manuali, quella costruita sul pescato di stagione e sulle ricette tramandate nei paesi della costa. Le degustazioni sono gratuite fino a esaurimento dei posti, con i vini di Tenute Orestiadi.
Il calendario mette in fila sette interpretazioni dello stesso pesce:
- Venerdì 9: dopo l’inaugurazione, Vito La Sala (Cinquantapassi) con il capone marinato a secco
- Sabato 10, ore 12: Francesca Rosselli (La Carbonella), capone in agrodolce su macco di fave
- Sabato 10, ore 17: Giuseppe Salmeri (Le Terrazze, Hotel Riviera), capone alla Norma
- Sabato 10, ore 18: Giovanni Sugameli (Bottega Sugameli), panino di capone marinato
- Domenica 11, ore 12: Souad Achab (Disìo e Laccialoro), “Smeraldo di mare”
- Domenica 11, ore 17: Maria Vultaggio e Leonardo Paterna (Ittico), “Capone in tre atti”
- Domenica 11, ore 18: chiusura con Paola Cancelliere (A Cantunera)
Il mercato e la tavolata dei pescatori
Accanto agli show, Tempuricapuna ricostruisce i riti della marineria. Sabato e domenica alle 10, in piazza Santuario, “Tempu ri mircatu” ripropone un mercato del pesce d’altri tempi con i racconti della tradizione. Ogni giorno in via Venza c’è la “Tavulata cu’ i piscatura”: per 15 euro busiate al pesto trapanese, capone fritto, melone giallo, dolce siciliano e vino. Sabato e domenica, dalle 9 alle 13.30, si può uscire in barca con i pescatori dal molo sopraflutto, a 35 euro con prenotazione obbligatoria al 347 7165057. Ogni sera alle 22 la piazza ospita concerti a ingresso libero.
Il sapere dei pescatori
Per il sindaco La Sala la manifestazione «mette al centro il sapere dei pescatori, la qualità del pescato locale, la creatività degli chef e le tradizioni del territorio», promuovendo una cultura della pesca sostenibile.
Portare gli studenti di un alberghiero in una festa come questa significa farli lavorare su un pesce povero, stagionale e legato a un territorio preciso: proprio il tipo di conoscenza che rischia di perdersi se resta solo nella memoria di chi va per mare.