STRADA MANGIANDO
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The Great Pizza Tour parte da Caserta: una fotografia reale della pizza italiana

La tappa inaugurale del The Great Pizza Tour 2026, partita da Caserta, è l’opposto della logica competitiva che domina spesso il mondo della pizza. Qui non si tratta di decretare “il migliore”, ma di fotografare un momento.

E il momento, a Caserta, è piuttosto chiaro: qualità media altissima, identità forti, linguaggi diversi. Non a caso la città viene ormai considerata una delle capitali contemporanee della pizza napoletana evoluta.

L’evento, ospitato da Sunrise Pizza, ha riunito oltre 120 persone tra addetti ai lavori, stampa e content creator. Non una semplice premiazione, ma una serata costruita attorno alla condivisione: pizzaioli che cucinano insieme, replicano i propri piatti, si mettono in gioco davanti a colleghi e pubblico.

La selezione delle 20 pizzerie premiate nasce da mesi di prove sul campo da parte della redazione. Nessuna catena strutturata, nessun algoritmo: solo assaggi, coerenza e identità. Il criterio è semplice, ma difficile da rispettare davvero: qualità nel piatto, personalità negli impasti e negli abbinamenti, e un menu che abbia senso nel suo insieme.

Il punto interessante è proprio questo: realtà diverse, stili diversi, tutte sullo stesso piano. Dai nomi ormai iconici come I Masanielli alle pizzerie emergenti, la selezione non costruisce gerarchie ma direzioni. È una mappa, più che un podio.

Durante la serata, alcune pizzerie hanno portato le proprie pizze “in trasferta”, utilizzando ingredienti e tecniche per raccontarsi direttamente. Un passaggio non banale: significa uscire dal proprio contesto e dimostrare che l’identità regge anche altrove.

Il risultato è stato un evento più vicino a un laboratorio che a una premiazione. Un luogo dove si capisce davvero a che punto è oggi la pizza italiana: meno legata alla tradizione pura, più aperta a interpretazioni, ma ancora fortemente radicata nella qualità della materia prima.

La tappa di Caserta è solo l’inizio. Ma già dice molto: il futuro della pizza non passa da chi urla più forte, ma da chi riesce a costruire una visione coerente nel tempo.