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Tre Bicchieri 2027, l’Etna Bianco Arrigo di Alta Mora è il bianco dell’anno

Il miglior vino bianco d’Italia, per il Gambero Rosso, viene dall’Etna. Nella guida Vini d’Italia 2027, presentata a Roma a fine ottobre, il premio speciale Bianco dell’anno è andato all’Etna Bianco Arrigo 2023 di Alta Mora, la tenuta etnea della famiglia Cusumano.

È il riconoscimento che chiude un’edizione già molto positiva per l’isola: nell’elenco regionale dei Tre Bicchieri, il massimo punteggio della guida, la Sicilia conta 31 etichette, due in più dell’anno scorso, e per la prima volta i bianchi superano i rossi.

La guida in numeri

Vini d’Italia arriva quest’anno alla quarantesima edizione. Il Gambero Rosso ha recensito 2.614 aziende e oltre 23mila vini, assegnando 540 Tre Bicchieri in tutta Italia. I premi speciali sono tredici: oltre al Bianco dell’anno, quello per il Rosso dell’anno è andato a un Montepulciano d’Abruzzo di Masciarelli e il titolo di Cantina dell’anno a Tommasi Family Estates.

Nella classifica per regioni la Sicilia è sesta, dietro Toscana, Piemonte, Veneto, Trentino-Alto Adige e Lombardia, e davanti a regioni di lunga tradizione come Friuli-Venezia Giulia e Campania.

L’Etna dei bianchi

Il vulcano è il territorio più premiato dell’isola: 12 etichette, circa il 40% del totale siciliano, di cui 8 bianchi e 4 rossi. Anche questa è una prima volta. Oltre all’Arrigo di Alta Mora, tra i bianchi etnei hanno ottenuto i Tre Bicchieri l’A’ Puddara di Tenuta di Fessina, l’Anthemis di Monteleone, il Contrada Arcuria di Restivo, il Contrada Cottanera di Cottanera, il Contrada Pietrarizzo di Francesco Tornatore, il Muganazzi di Graci e il Contrada Volpare Frontebosco di Maugeri, un Etna Bianco Superiore.

Tra i rossi del vulcano ci sono il Calderara Sottana di Girolamo Russo, il Rovo delle Coturnie Contrada Marchesa di Firriato, la Riserva Vigna Monte Gorna Vecchie Vigne di Cantine Nicosia e il Vigna Barbagalli di Pietradolce.

Grillo, isole minori e Marsala

Nella Sicilia occidentale il protagonista è il Grillo, con cinque etichette: tra queste il Grillo di Mozia di Tasca d’Almerita, il Kherè Riserva di Tenuta Gorghi Tondi, il Firma del Tempo Riserva di Cantine Fina, il Trisole di Cantine Birgi e l’Acini di Grillo di Possente. Il Marsala Superiore Secco 2016 di Francesco Intorcia Heritage porta tra i premiati il vino fortificato più celebre dell’isola.

Le isole minori sono rappresentate dal Passito di Pantelleria Ben Ryé di Donnafugata, dallo Zibibbo di Barraco e da vini di Salina e Ustica. Sul fronte dei rossi restano i nomi storici del Nero d’Avola, come il Duca Enrico di Duca di Salaparuta e il Saia di Feudo Maccari, oltre al Cerasuolo di Vittoria di Feudi del Pisciotto, al Noto Santa Cecilia di Planeta e ai due Faro del Messinese, quello di Palari e quello delle Casematte.

Perché conta

Il sorpasso dei bianchi sui rossi fotografa un cambiamento che i produttori raccontano da qualche anno: il Carricante dell’Etna e il Grillo del Trapanese sono diventati due dei bianchi italiani più riconoscibili, e la Sicilia non è più soltanto la terra dei rossi corposi. Per le cantine premiate, il simbolo dei Tre Bicchieri resta uno dei più seguiti da enoteche, ristoratori e importatori, soprattutto all’estero.

Per l’Etna, che solo pochi anni fa si faceva conoscere soprattutto per il Nerello Mascalese, il titolo di Bianco dell’anno conferma che il vulcano è ormai anche una terra di grandi bianchi.