STRADA MANGIANDO
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Cefalù celebra il suo pesce-simbolo: c’è Eat Capone

Valorizzare uno dei pesci più interessanti dal punto di vista nutrizionale; recuperare e non far disperdere l’antica tradizione della pesca; scoprire le bellezze di Cefalù e degustare i piatti preparati dagli chef. Tutto questo (e molto altro) è Eat Capone, la tre giorni organizzata dall’agenzia di stampa e comunicazione Migi Press che si terrà a Cefalù dal 7 al 9 ottobre e che sarà incentrata sul capone, anche conosciuto come lampuga.

Solo da qualche tempo il capone sta riacquistando il valore che merita. Fino a qualche tempo fa, veniva considerato un pesce “povero” e venduto nei mercati del pesce per pochi spicci. Oggi, invece, è stato riconosciuto che questo pesce presente nel Mediterraneo e dalla forma e colore inconfondibili, è molto buono e ricco di sostanze nutritive utili all’organismo. Ha carni magre e digeribili e tante proteine ad alto valore biologico ed è un’ottima fonte di grassi Omega-3, vitamine soprattutto del gruppo B e sali minerali come sodio e fosforo.

Dato il ridotto apporto calorico e la presenza minima di grassi saturi, è indicato anche nelle diete. Minime anche le quantità di colesterolo. E poi, in cucina, si presta a svariate ricetta. In Sicilia sanno come prepararlo. Spopola fritto, ma viene anche preparato marinato, sott’olio, al forno, al vapore oppure arrosto. Viene utilizzato anche come base per un sugo delizioso per condire la pasta.

Pescare il capone non è semplice. È un pesce che tende a fare resistenza e a grandi salti fuori dall’acqua per evitare di essere catturato. Ma i pescatori, soprattutto quelli di Cefalù che portano avanti questa tradizione, utilizzano un metodo antichissimo, tramandato da decenni di padre in figlio. Escono al largo con i loro pescherecci e piazzano gruppi di rami di palma o abeti legati tra loro per creare delle zone di ombra. I caponi, così, attratti dall’ombra, si radunano proprio lì dove poi vengono catturati con reti da circuizione o passando vicino con l’artificiale da traina. Il progetto “Eat capone” è stato ideato nel 2019 dai ristoranti “La Galleria” e “Il Carretto” di Cefalù.

Nel corso della tre giorni si alterneranno convegni, visite guidate, una cena a base di capone e due importanti novità. La prima riguarda il pescaturismo (sabato 8 e domenica 9 ottobre). La seconda è il “Villaggio del capone“, che si terrà domenica 9 ottobre in via Mandralisca, nel cuore del centro storico della cittadina normanna. Si comincia il 7 ottobre con visite turistiche alla cittadina di Cefalù e il convegno dal titolo “Verso il riconoscimento del Capone come presidio Slow Food”. L’8 e il 9, come detto, l’uscita a bordo dei pescherecci per “cacciare” proprio il capone che poi verrà cucinato e servito a bordo. Appuntamento a partire dalle 9,30 dal porto di Presidiana, in cui gli ospiti del peschereccio, potranno vivere un’avventura indimenticabile in pieno stile “pescatore”. Date le dimensioni ridotte dei pescherecci, occorre prenotare l’attività (gratuita), attraverso il sito eatcapone.it.

Domenica 9, invece, il villaggio del capone. I visitatori avranno modo di assaggiare questo pesce declinato in diversi modi dagli chef dei ristoranti della cittadina di Cefalù pagando un ticket di 5 euro che comprende anche un calice di vino. “Si tratta di un’iniziativa di altissimo valore – dice il sindaco di Cefalù Daniele Tumminello – Valorizza, infatti, un prodotto della nostra gastronomia, legato fortemente alla nostra cultura del mare. Il capone è da sempre un pesce molto apprezzato dai cefaludesi. E, grazie al virtuosismo degli chef, viene dimostrato come da piatto semplice e umile, può diventare un piatto gourmet. Inoltre, un evento che destagionalizza un po’ il turismo nella nostra cittadina”. Tutte le info e il programma completo sul sito www.eatcapone.it